Tempo di canvass in casa Wind. Per il 7 febbraio erano state fissate le scadenze di molte opzioni ed offerte: alcune sono state prorogate, altre sostituite, altre ancora escono dal pacchetto di offerte del gestore arancione senza alcun rimpiazzo. Le principali novità riguardano una opzione per il traffico dati e una per l’invio di messaggi on net. Nessuna novità, invece, si riscontra dal punto di vista dei profili tariffari se non la riduzione a 3,5 € del costo per il cambio piano verso .
Una delle opzioni più utilizzate dai clienti Wind, la (2 €/mese per 4000 messaggi verso gli altri numeri Wind), lascerà il posto ad una con canone e soglie settimanali ma più cara. Chi attiverà la nuova opzione Noi Wind Messaggi avrà a disposizione 1000 messaggi (sms e mms) a settimana da inviare verso le altre numerazioni Wind al costo di 1 €/settimana: il canone di attivazione (4 €) sarà gratuito per i nuovi clienti.
Chi ha la vecchia Noi Wind Sms potrà mantenerla con rinnovo automatico risparmiando 2 € al mese: considerando l’uso sporadico che in genere si fa degli mms, la Noi Wind Messaggi è considerabile una rimodulazione negativa di una opzione di grande successo. Fortunatamente in Wind hanno deciso di non intraprendere una delle strade che erano state prospettate che prevedeva il pagamento del primo messaggio della giornata, in stile .
La notizia è venuta fuori nel corso dell’intervento di Sergio Viola, segretario generale dell’Agcom, che, nel corso della trasmissione dello scorso 20/11, ha elencato i tre obiettivi verso i quali si sarebbero concentrati gli sforzi dell’Autorità, in collaborazione con i gestori telefonici italiani, in un’ottica di tutela del consumatore:
costo degli sms equiparato a quello degli altri cittadini europei
tariffazione delle chiamate al secondo, secondo il volere dei clienti
tariffazione extra bundle del traffico dati da concordare tra cliente e gestore.
La trasmissione ha seguito di un giorno tra Agcom e Asstel (Assotelecomunicazioni) al termine del quale il presidente dell’Agcom, Corrado Calabrò, si è rimesso al buonsenso dei gestori affinché potessero essere presi provvedimenti relativamente al costo degli sms e alla tariffazione delle chiamate: nell’intervento è stato sottolineato come, paradossalmente, un cittadino italiano pagherebbe meno un sms verso un numero della nostra rete inviandolo da uno stato europeo (11 cent + iva = 13,2 cent secondo l’) che dall’Italia (in genere 15 cent).
A distanza di una settimana si è avuta una risposta da parte dei gestori, risposta che presenta notevoli punti di interesse anche se rappresenta, probabilmente, solo una mediazione tra gli interessi degli operatori e quelli dei cittadini. Il dell’Agcom del 26/11/2009, infatti, riporta:
Si tratta di singole risposte trasmesse da TIM, Vodafone, H3G e Wind, che si differenziano per caratteristiche e modalità di applicazione in coerenza con il carattere concorrenziale del mercato. In pratica tutte però garantiscono che i clienti dei principali operatori mobili potranno accedere senza costi aggiuntivi a tariffe allineate al tetto comunitario sugli SMS e a piani tariffari al secondo, che dovranno essere stabilmente offerti.
A partire da gennaio il costo massimo degli sms, quindi, dovrebbe allinearsi a quello dell’Eurotariffa (11 cent + iva = 13,2 cent) e ogni operatore dovrebbe inserire nella propria offerta commerciale profili che prevedano la tariffazione sugli effettivi secondi e non su scatti anticipati della durata, in genere, di 30″ o 60 “. Questi cambiamenti verranno attuati dai gestori in piena libertà e non per imposizione da parte dell’Agcom.
Nello stesso comunicato stampa viene lasciata ai gestori libertà di scegliere le modalità con le quali adeguare la propria offerta: gli operatori potranno quindi rimodulare le proprie tariffe o consentire ai clienti la migrazione gratuita verso profili che rispecchino le nuove disposizioni. Bisognerà vedere quali saranno le caratteristiche dei piani tariffari che verranno messi a disposizione: la speranza è che l’unione di sms a basso costo e tariffazione al secondo non porti a tariffe dai costi elevati per le chiamate.
Ancora non sono soddisfatte le associazioni dei consumatori: l’, nella persona del suo presidente Carlo Pileri, sottolinea come il tetto che gli operatori si impegnano a fissare sia superiore alla media europea (7,5 cent) e che quindi il costo degli sms dovrebbe essere inferiore ai 10 cent, soprattutto in considerazione dei costi praticamente nulli che gli operatori sostengono per il servizio.
Nel comunicato dell’Agcom viene posta l’attenzione anche sul problema degli addebiti relativi al traffico dati in mobilità, dovuti in genere al superamento del bundle a disposizione: l’idea è quella di predisporre sistemi che informino il cliente prima del consumo dell’80% del credito residuo. La percentuale indicata è, a nostro avviso, troppo elevata: il cliente dovrebbe essere avvertito nel momento in cui terminano le ore o i GB previsti dall’opzione scelta.