La decisione dell’Agcom risale allo scorso : con la , “Norme riguardanti la portabilità del numero mobile”, era stata preannunciata una vera e propria rivoluzione per le portabilità. Gli effetti che tale delibera avrebbe avuto a partire dallo scorso 22 giugno si sarebbero concretizzati nella riduzione a soli 3 giorni lavorativi del tempo necessario al completamento della pratica di mnp e nella scomparsa delle , con le quali i gestori riescono spesso ad arginare la “fuga” di clienti.
Sarebbe stata davvero un evento per il mondo della telefonia ma, dopo il via libera all’attuazione del provvedimento dato dal TAR del Lazio, il Consiglio di Stato ha accolto il presentato da Vodafone: l’effetto è stato il congelamento della delibera Agcom e il mantenimento, almeno per i due gestori più grandi del mercato italiano, Tim e Vodafone, della pratica della retention (in maniera più o meno trasparente). Il rischio che si correva era quello di vedere i tempi triplicarsi: attualmente una portabilità si completa nell’arco di una decina di giorni.
Vodafone faceva appello al in tema di disdetta dei contratti: il decreto prevede la possibilità di chiudere un contratto in essere in qualunque momento e non più solo alla scadenza annuale, quando si sarebbe rinnovato per ulteriori 12 mesi salvo richiesta di cessazione da parte del cliente. Per la disdetta è necessario, però, dare un preavviso di 30 giorni. Questo meccanismo avrebbe potuto riguardare anche i contratti alla base delle ricaricabili telefoniche secondo Vodafone.
La sospensiva che aveva, di fatto, congelato la delibera è stata ieri dal Consiglio di Stato stesso in seguito al ricorso di Agcom, Wind, H3g e PosteMobile e associazioni di consumatori: il decreto Bersani, secondo quanto deciso ieri, si applicherebbe solamente al recesso da un contratto senza trasferimento del numero ad altro gestore. In realtà il Consiglio di Stato non ha assunto una decisione definitiva in merito ma le fornite sembrano tracciare una strada ben precisa. Per ora i gestori sono tenuti a fare in modo che le portabilità si completino in tre giorni lavorativi.
Agli operatori telefonici potrebbe però non essere vietata la pratica delle retention. Secondo , presidente dell’Adoc, “è d’altra parte comprensibile, accettabile e auspicabile che il gestore uscente possa fare offerte al consumatore, che siano però non invasive della sua volontà di cambiare gestore e certe nei contenuti e modalità d’esecuzione.”
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